Fondata nel XII secolo dal console genovese Grimaldo Canella, la casata diventò la maggiore esponente del partito guelfo in Liguria insieme a quella dei Fieschi. Questi due, insieme alle rivali ghibelline dei Doria e Spinola, costituirono le cosiddetti “quator gentes”, cioè le quattro famiglie egemoniche della Repubblica di Genova nel XIII secolo.
Arricchitisi con l’attività navale e mercantile, entrarono a far parte della nobiltà feudale dopo la partecipazione nella conquista genovese della Riviera di Ponente, diventando signori di Stella(1251) e Prelà (1252), e dopo anche di Beuil (1315), Ventimiglia (1329-35), Mentone (1346), Monaco (1341-46), Gattières e Séranon (1377). Nel 1297 guidano le truppe che catturano la rocca di Monaco in nome della Repubblica di Genova, e nel 1419 ottengono l’investitura sulla signoria in modo definitivo.
A Genova formarono uno dei 28 Alberghi dei Nobili ammessi dopo la riforma della Repubblica del 1528, per cui diverse stirpigenovesi (ad esempio, De Castro, Durazzo, Cebà, Oliva, e altri) assunsero il cognome Grimaldi insieme al proprio, secondo la tradizione, fino alla Pace di Casale del 1576, quando gli alberghi e i loro usi furono definitivamente estinti.
La casata dei Grimaldi si divise in vari rami, alcuni con titoli principeschi, ducali e marchionali, tra i quali quelli di Gerace, di Salerno, Pagani, Campagna, Eboli, Antibes, Castronovo e altri, prevalentemente in Italia, Francia e Spagna.
Il celebre ramo di Monaco si è estinto nella linea maschile fin dal XVII secolo, con la morte del principe Antonio I Grimaldi; tuttavia, sua figlia Luisa Ippolita, succeduta al padre, sposò Jacques François Léonor Goyon de Matignon, che, dopo la morte della moglie, divenne principe di Monaco jure uxoris, adottando il nome e le armi dei Grimaldi e garantendo in questo modo la continuità della famiglia. Ma anche questo ramo si estinse in linea maschile nel XX secolo, con la morte del principe Luigi II Grimaldi; tuttavia, ancora una volta, la dinastia continuò in linea femminile grazie a sua figlia Charlotte, che sposò il conte Pierre de Polignac, il quale adottò il nome e le armi dei Grimaldi per contratto matrimoniale; da Charlotte e Pierre discende l’attuale principe sovrano, Alberto II Grimaldi di Monaco. Considerato come capostipite, fu il console Ottone Canella, padre di Grimaldo Canella, un uomo di Stato genovese vissuto all’epoca delle prime Crociate. Fu console del Comune di Genova negli anni 1162, 1170, e 1184. Ottone risulta fra i testimoni di un atto sottoscritto dai componenti del casato nel quale si riscontra il “nomen gentis” Grimaldo (nome ricorrente a cominciare dal figlio) e ad ogni modo apparteneva alla nobiltà feudale che, nel corso del secolo XI, iniziò ad abitare nelle mura della città entrando a far parte della nobiltà “consolare”.
La casata, dopo le prime gesta del console Grimaldo, ebbe nel figlio Oberto I Grimaldi (1140 circa-1232) il vero fondatore delle fortune e del potere della famiglia, dedicandosi ai traffici commerciali marittimi e occupandosi della vita politica genovese.
I suoi quattro figli: Grimaldo (II) (1170 circa- dopo 1257), Ingo o Ingone (+ 1235 o +1225), Oberto (II) (vivente 1233-58) e Nicola (+ ante 1258) furono i capostipiti di altrettanti rami della famiglia. Durante la loro epoca i Grimaldi diventarono una delle casate più ricche e potenti di Genova. Coinvolti nelle guerre fra guelfi e ghibellini furono spesso esiliati e poi riammessi, vivendo in questi anni spesso come ribelli, pirati e nemici della loro città. Nel XIV secolo figuravano fra i Guelfi.

Seicentesco ritratto immaginario di Ranieri I di Monaco
Furono questi gli anni di Lanfranco, uomo politico genovese, dei figli Ranieri (I), rinomato uomo d’arme ed ammiraglio e Bertone (o Bartolomeo), dal quale originò il ramo calabrese, di Francesco o Franceschino detto “Malizia”, che riuscì a impadronirsi di Monaco (1297).
Fra i secoli XIII-XV però la casata, divenuta una delle quattro più grandi gentes genovesi (con Doria, Spinola e Fieschi), si estese anche oltre i confini della repubblica genovese, generando rami famosi, come la dinastia dei signori e poi principi di Monaco.
Nel 1528 costituirono il decimo Albergo dei Nobili della Repubblica di Genova.
Successivamente stabilitisi da Bologna a Venezia di cui celebre furono le avventure di Marco Aurelio Contarini. Il quale nacque a Venezia il 18 ag. 1708, unico figlio di Marco di Pietro e di Caterina Comer, del procuratore di S. Marco Francesco di Nicolò. Sposatosi il 31 genn. 1727 con Paolina Contarini, del procuratore Alvise di Piero, ne ebbe quattro figli: Alvise (I), che divenne abate; Pier Maria (detto Alvise II), che fu cavaliere e procuratore di S. Marco e sposò nel 1758 Maria di Gerolamo Venier; Caterina ed Elena, maritate rispettivamente a Giovanni Grimani di Antonio e a Tommaso Mocenigo di Tommaso.
Questo ramo dei Contarini, detto “Piazzola” dalla località del Padovano che sin dal XV sec. possedeva pressoché interamente, portata in dote da Maria di Iacopo da Carrara, e dove sorge tuttora la splendida villa cinquecentesca della famiglia, costituiva certamente una delle famiglie di maggior rilievo, per prestigio e ricchezza, di tutto il patriziato. Le voluminose “condizioni” presentate dal C. per il campatico del 1722 e per la redecima del 1740 offrono un’efficace immagine delle dimensioni del suo patrimonio, costituito da una proprietà fondiaria di oltre 4.000 “campi”, quasi 2.000 ettari, variamente distribuita tra il Padovano, il Dogado, il Trevigiano e il Vicentino, assieme ad un gran numero di case e botteghe a Venezia, che fruttavano una rendita annua dichiarata di circa 16.000 ducati.
Luigi Sessa © Storia di Famiglia Grimaldi Contarina